Allora.Siamo tutti viaggiatori senza meta, ognuno nel suo cortile d’Universo, ognuno con le proprie regole valide quanto quelle di tutti gli altri. E allora, che ti viene in mente?
Che siamo tutti incredibilmente uguali.
Senza meta non c’è chi è più avanti di altri.
Il sommo guru, il gelataio che nel suo paese era un ingegnere, il Messia Unico Garantito, il capoufficio rincoglionito. Tutti ma proprio tutti: uguali.
Noi però più degli altri: siamo sempre i Signori Supremi del nostro cortile, no? Quel cortile che è tutta la nostra vita, che racchiude tutto ciò che comprendiamo del mondo.
Di conseguenza, cari Signori del Tempo e dello Spazio, nessuno è avanti a noi, nessuno è superiore a noi. Né inferiore, chiaro. Potremo avere maestri occasionali, li avremo, e non è detto che debbano essere più evoluti di noi per insegnarci qualcosa, ma non avremo mai e poi mai superiori. Nessun sacerdote, nessun guru, nessun messia. Nessun dio. Dio stesso, se crediamo che ce ne sia uno, sarà un nostro pari, il nostro amico con cui passeggiare e chiacchierare “ma secondo te questa cosa come funziona?”, con cui scambiare idee anziché ascoltare monologhi o inoltrare preghiere.
Finché riteniamo qualcuno superiore a noi ci mettiamo un ostacolo alla nostra evoluzione: non potremo mai superare quel mito, quel campione, perché lui è superiore, non potremo finché riterremo che loro possono fare i miracoli, ovvio che sì, ma noi no, ovvio che no.
Eh. Per questo io mica so’ filosofo, dottò, però scrivo lo stesso de filosofia!