06-Il valore della vita


   Insomma, facciamo un passo indietro. Ci vuole. Ops, attenti al burrone.
   Dico di rilassarsi e godercela, di non aiutare così pedissequamente il prossimo, di vedere la vita come un videogioco dove i problemi sono lì a mo’ di lezioni e possiamo risolverli divertendoci. Ma, porca maiala suina, stiamo parlando della vita, mica di una mozzarella! Possiamo sprecarla così, possiamo vederla sprecare così in chi ci sta intorno?
   Ecco. E qui sta il confine.

   Ci metterei troppe righe a spiegarlo ma il succo è che per me questo mondo non è poi così reale, questa vita non è poi così unica. Che non sia reale beh facile a immaginarsi: se il mio mondo è una proiezione interna di una cosa che sta là fuori e che finché sta fuori non potrò percepire, tanto che devo portarla dentro la mia mente facendone foto, registrazioni, fax tramite occhi, orecchie e pertugi vari, allora ciò che vivo non può essere mica la realtà vera certificata e garantita.
   Ma qui non voglio dilungarmi. Non ora. Partiamo dal fatto che io, che tanto mica sono un filosofo, sono convinto che la realtà di reale abbia ben poco, e che noi in questa palestra pro-evoluzione, in questa sala cinematografica istruttiva, entriamo e usciamo senza per questo smettere di essere.
   Al momento non ha importanza, contrariamente a quanto dice il neurologo mentre mi infila la camicia di forza, ma mi pareva onesto specificare che questo è ciò in cui credo.

   Quindi questa vita è solo una briciola, una di tante, una delle tante forme con le quali potremmo fare scoreggine nell’atmosfera di questo pianetuzzo. Va rispettata ma non sopravvalutata.