Ecco, parlavo di un’eccezione. Solo una.Siamo qui in questo finto ma stupendo spettacolo per imparare, rilassandoci e godendocela.
Una lezione la si impara mentre si svolge. Un viaggio lo si gode mentre si cammina. E così questa vita, arrivare da qualche parte non è importante, l’importante è camminare, imparare lungo il cammino, non chiuderci.
Aspetta, rimedio una scemata che avevo scritto sull’iPhone giorni fa per sottolineare il concetto:
Appurare che la felicità si trova lungo il percorso per arrivare alla meta, e non nell'aver raggiunto quella stessa meta, ci cambia la vita.
L'importante non è più raggiungere e tenere, l'importante è trovare la direzione in cui incamminarsi e godersi il viaggio.
Una volta in cammino bisognerà evitare le distrazioni che ci portano su altre strade ma stavolta i rallentamenti non genereranno ansia o preoccupazione, anzi, saranno occasioni di godere più a fondo quel tratto di strada.
Noi stessi non ci identificheremo con torri pronte a difendere le mete conquistate o eserciti in cerca della strada più breve e del mezzo più veloce per traslocare in fretta verso terre promesse, ma saremo mentalmente viaggiatori leggeri dal bagaglio minimale e dal passo tranquillo decisi a godersi al meglio il viaggio. La meta non ci deluderà, non è lei il premio. La fretta sarà solo uno spiacevole impedimento a godere oggi del viaggio. L'approvazione altrui, tanto cara a chi sbandiera le mete conquistate, non ci riguarda, come non ci riguarda approvare gli altri dal momento che li vediamo come gente in cammino su una strada diversa dalla nostra e quindi non giudicabile. Non misureremo noi stessi né in mete raggiunte né in chilometri fatti ma solo sulla qualità del viaggio, su quanto ne abbiamo goduto e appreso.